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Sabato, 18 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Mercoledì, 17 Gennaio 2018

Si sono chiuse il 15 gennaio scorso le votazioni indette dall’UEG per assegnare il titolo di “Ginnasta  dell’anno” (Leggi qui per saperne di più). I ben 25.000 voti hanno decretato i vincitori per le cinque  diverse categorie.

Per la femminile e per la maschile i dubbi sono ben pochi: con ben il 71% delle preferenze, Catalina Ponor batte tutte le altre partecipanti, seguita da Ellie Downie (9%) e Linoy Ashram (8%) ed Eleftherios Petrounias diventa, invece, il campione indiscusso con il 61% dei voti. Alle sue spalle Marian Dragulescu (29%) e Tin Srbic (5%).

A sorpresa il premio per il miglior team dell’anno viene assegnato all’Olympiada Thrakomakedonon con 1703 voti, a seguire il TeamGym senior maschile della Danimarca e medaglia di bronzo per le piccole ginnastine dell’Italbaby.

Il danese Rasmus Steffensen si conferma la “stella nascente” del precedente anno della Polvere di Magnesio (51%), distaccandosi di pochissimo dalla francesina Melanie de Jesus dos Santos. Al terzo posto troviamo nuovamente il croato Tin Srbic, grazie ai suoi ottimi esercizi del 2017.

Vincitore dell’ultima categoria, “miglior prestazione del 2017”, non poteva che essere il grande campione Eleftherios Petrounias che, sostenuto da tutta la Grecia e non solo, raggiunge la bellezza di 7798 voti (87% delle preferenze). Lo seguono il francese Samir Ait Said, ripreso dall’infortunio subìto alle olimpiadi, e il duo spagnolo composto Sara Moreno e Vicente Lli, ma entrambi sono ben lontani dal primo gradino del podio (4% e 3%).

Nel complimentarci con i vincitori, facciamo un grande in bocca al lupo a tutti i ginnasti europei che torneranno in campo gara quest’anno, augurando a tutti un 2018 pieno di soddisfazioni sportive e non solo!

Per leggere l’articolo della UEG clicca qui.

Pubblicato in Notizie dal Mondo

Larry Nassar si copre il viso con le mani e, con la testa bassa e gli occhi chiusi, ascolta le parole delle vittime che rilasciano dichiarazioni durante il primo giorno del “victim impact statements”.

Kyle Stephens è la prima delle 100 vittime a parlare:“Le bambine non rimangono piccole per sempre”- ha detto – “Diventano donne forti che tornano a distruggere il tuo mondo”. La ragazza racconta con la voce piena di rabbia di aver subito abusi per la prima volta a 6 anni da Larry Nassar, un “bugiardo ripugnante” che aveva convinto la sua famiglia che fosse lei a mentire.“ Larry Nassar si è messo tra me e la mia famiglia. Per molto tempo ho detto di non avere una famiglia. L’abuso sessuale è molto più di un abuso fisico, cambia la vita di una vittima e questo è qualcosa che nessuno ha il diritto di fare”. Inoltre nella dichiarazione afferma che il padre si è suicidato nel 2016, molto probabilmente a causa del disprezzo e della vergogna che provava per non aver creduto alla figliaPoi rivolgendosi direttamente all’ ex medico ha detto: "Bene, Larry, sono qui, non per dirlo a qualcuno - ma per dirlo a tutti."

 

Donna Markham ha parlato a nome di sua figlia Chelsey che  si è suicidata nel 2009 all’età di 23 anni dopo essere entrata nel tunnel della depressione e della droga. Aveva portato la figlia dodicenne da Nassar; dopo la visita la piccola era in lacrime e aveva raccontato alla mamma che il dottore aveva messo le dita senza guanti nella sua vagina. Quell’incidente, secondo Donna Markham, è stato "l’inizio di tutto"; nel corso degli anni la condizione psicologica della figlia è peggiorata portandola al suicidio.

"Oggi sono una madre, una moglie, una figlia, un'amica che lotta ogni giorno per trovare pace e gioia in tutte le cose che una volta mi rendevano felice", ha detto Olivia Cowan che ha definito USA Gymnastics e MSU dei criminali allo stesso livello del criminale che è di fronte a lei, ossia Larry Nassar. La Cowen infatti accusa la federazione e l'università di aver ignorato le denunce che erano state fatte contro l'ex medico. Diverse vittime hanno accusato le due istituzioni di aver protetto Nassar.

Alcune testimoni hanno raccontato che Larry Nassar definiva quelle pratiche inumane dei "trattamenti medici" che avevano già aiutato molti atleti.

 

Ogni testimonianza è stata un urlo di dolore e coraggio da cui sono emerse soprattutto le conseguenze degli abusi: una violenza brutale su un corpo innocente che ha lasciato una ferita nell'anima portando molte di loro a soffrire di ansia, depressione, disturbi alimentari e disturbo da stress post-traumatico. 

Nei prossimi giorni verranno ascoltate le altre vittime e, successivamente, verrà emessa la sentenza per il processo sugli abusi sessuali, di cui Larry Nassar si è dichiarato colpevole.  Per l’ex medico della Nazionale Statunitense di ginnastica artistica femminile e della Michigan State University è stata chiesta una condanna tra i 40 e i 125 anni che si aggiungerà ai 60 anni di reclusione per possesso di materiale pedopornografico.

Pubblicato in Notizie dal Mondo
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