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Giovedì, 23 Novembre 2017

Quella di ieri sera è stata una finale all around un po' smorzata, ma che ha riservato comunque delle belle sorprese. Pochi istanti prima, la favorita alla vittoria Ragan Smith è uscita dal campo gara in stampelle, per un infortunio alla caviglia mentre provava il volteggio.

Un po' inaspettatamente, a vincere è stata l'altra ginnasta americana, Morgan Hurd. La sedicenne, di origine cinese ma adottata negli USA, era considerata l'"Underdog" alla vigilia, piazzatasi sesta in qualificazione. Nella finale del concorso generale di questa notte, invece, è riuscita a stare al passo della ben più quotata Elsabeth Black, padrona di casa, nonché finita seconda per un solo decimo.

Un testa a testa, una sorta di derby nordamericano, che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori da casa, ma soprattutto quelli presenti. Alla fine, per la Black il risultato non è stato per niente una delusione: a lei, infatti, il miglior risultato mai ottenuto da una ginnasta canadese. La Hurd, invece, ha spiazziato tutte le aspettative, comprese le proprie: "Solo il fatto di gareggiare qui mi sembrava incredibile, vincere è la più surreale delle sensazioni!"

Al terzo posto è finita la neosenior russa Elena Eremina, mentre una caduta alla trave trascina la giapponese Mai Murakami, prima in qualifica, al quarto posto. Proprio la trave è stato l'attrezzo più ostico per tutte le ginnaste in gara: tra cadute, sbilanciamenti ed esecuzioni non del tutto pulite, i punteggi non hanno superato la soglia del 13.000. Fatta eccezione solo per Eremina (13.133) e la tedesca Tabea Alt (13.300).

Bellissima gara per l'unica italiana in gara oggi, Lara Mori, che dal diciannovesimo posto di qualifica ne scala sette e si piazza dodicesima. Per Lara una gara senza cadute, nemmeno alla trave che giovedì l'aveva fatta impensierire. Unica pecca, il mancato riconoscimento dell'ultima diagonale al corpo libero che la fa partire da 5.4 anziché da 5.6. Un bel riscatto per la ginnasta di Montevarchi, che ripaga la delusione della mancata convocazione di Rio. Per lei, però, la trasferta canadese non è ancora finita e domenica salirà di nuovo sulla pedana del corpo libero insieme a Vanessa Ferrari, per la finale ad attrezzo.

Quello di Ragan Smith non è che l'ultimo infortunio di questi sfortunati mondiali. Anche Amy Tinkler (Gran Bretagna) ha dovuto riununciare alla finale all around poco prima della Smith; Larisa Iordache si è rotta il tendine d'Achille durante il riscaldamento delle qualifiche e rischia di saltare addirittura la stagione 2018; un'altra grande favorita di questi Campionati era la brasiliana Rebeca Andrade, che ha dovuto rinunciare ad un passo dal podium training. Da parte maschile non dimentichiamo il record spezzato da Kohei Uchimura, che dopo un volteggio finito male si è lesionato la caviglia. Per lui solo due settimane di riposo, ma che non gli ha permesso di vincere il suo settimo (nono se si contano le Olimpiadi del 2012 e 2016) titolo all around consecutivo.

Come annunciato nel precedente articolo, nella cornice del PalaEvangelisti di Perugia si sono svolti i campionati Assoluti di ginnastica artistica e trampolino elastico, ad un mese dai Campionati Mondiali 2017.

Sabato 2 settembre è stata la volta dei concorsi generali, che hanno visto trionfare i giovanissimi Elisa Iorio, per la femminile, e Lorenzo Galli, per la maschile. Il podio femminile è stato completato dalle gemelle D'Amato: Asia, seconda, e Alice, terza. Il podio maschile è chiuso da Marco Sarrugerio, secondo, e Matteo Levantesi, terzo.

Rientro rallentato per le reduci di Rio: Erika Fasana si presenta solo a parallele -con un quarto posto nella finale di domenica- dopo le operazioni alle tibie e al gomito; Carlotta Ferlito rimane fuori dalla finale alla trave, complici due cadute, ma in finale al corpo libero è settima; anche Elisa Meneghini paga due cadute a trave e parallele.

Domenica 3 è stato il turno delle finali di specialità, dove anche qui le giovani hanno spodestato le senior tranne Lara Mori, che vince l'oro al corpo libero e Sara Berardinelli, che vince alla trave.

Per la maschile, ottimo rientro per Nicola Bartolini che si porta a casa il primo posto al corpo libero, mentre il veterano per eccellenza Alberto Busnari deve cedere il titolo iridato al suo amato cavallo con maniglie a Stefano Patron, giungendo però al terzo posto. Ottima prestazione di Marco Lodadio agli anelli, vincitore con un punteggio di partenza di 6.3 e un totale di 15.000. Il più medagliato della rassegna è Marco Sarrugerio, che aggiunge all'argento nell'all around anche un oro al volteggio e un argento alle parallele pari.

Il Progetto del settore femminile Road to Tokyo 2020, quindi, continua a dare i suoi frutti nella missione preparatoria delle leve azzurre per le prossime Olimpiadi nipponiche. Questa scelta lungimirante lascia però scoperti i posti per l'imminente mondiale canadese, dato che la prima ginnasta senior a comparire in classifica è Sara Berardinelli, quinta con 52.650. Secondo il DTN Enrico Casella, però, non sarà lei la sicurezza per Montreal: "[...]Oggi ho visto bene Lara Mori con le sue nuove difficoltà alle parallele e il doppio teso al corpo libero. Dietro di lei il resto è abbastanza opaco, nessuna ha soddisfatto le aspettative: non è che non valgono, ma non sono pronte."

La fortuna è che quello di Montreal sia un Campionato Mondiale individuale a sé, non valido in quanto a qualificazione olimpica. 

 

TUTTI I PODI

Sabato 2 settembre

All Around GAF

  1.   Elisa Iorio 54.400
  2.             Asia D’Amato 54.350
  3.             Alice D’Amato 53.900

All Around GAM

  1.            Lorenzo Galli 78.850
  2.            Marco Sarrugerio 78.600
  3.          Matteo Levantesi 78.350

Trampolino Elastico

Femminile

  1. Costanza Michelini 86.875
  2. Isabella Murgo 82.570
  3. Erika Monica 70.915

Maschile

  1. Stefano Luciani 92.455
  2. Jordi Valle 92.005
  3. Samuele Patisso Colonna 90.730    

 

Domenica 3 settembre

Volteggio GAF

  1. Asia D’Amato 14.325
  2. Desiree Carofiglio 13.650
  3. Arianna Rocca 13.625

Parallele asimmetriche

  1. Giorgia Villa 14.000
  2. Elisa Iorio 13.900
  3. Asia D’Amato 13.850

Trave

  1. Sara Berardinelli 13.300
  2. Martina Basile 13.250
  3. Alice D’Amato 12.600

Corpo Libero GAF

  1. 1.Lara Mori 13.200
  2. 2.Asia D’Amato 13.100
  3. 2.Martina Basile 13.100

 

Corpo Libero GAM

  1. Nicola Bartolini 14.100
  2. Nico Mozzato 13.600
  3.   Lorenzo Pisano 13.400

Cavallo con maniglie

  1. Stefano Patron 13.150
  2. Davide Odomaro 12.800
  3. Alberto Busnari 12.350

Anelli

  1. Marco Lodadio 15.000
  2. Salvatore Maresca 14.050
  3. Paolo Ottavi 13.750

Volteggio GAM

  1. Marco Sarrugerio 13.450
  2. Umberto Zurlini 13.425
  3. Davide Sborchia 13.425

Parallele pari

  1. Matteo Levantesi 14.200
  2. Marco Sarrugerio 13.850
  3. Carlo Macchini 13.250

Sbarra

  1. Ludovico Edalli 13.600
  2. Paolo M.Negro 12.850
  3. Lay Giannini 12.800

Si è conclusa a Ghent la prima parte delle qualificazioni della FIT Challenge, quella relativa alle junior. Il team italiano delle giovani formato da Benedetta Ciamarrughi, Asia D'Amato, Matilde De Tullio, Elisa Iorio e Sydney Saturnino si prende il primo gradino del podio di squadra.  

 

TEAM

1- Italia 209.961

2- Francia 203.462

3- Belgio 199.096

 

Fonte: Gymfed su Twitter

 

 

Con la Serie A in pausa dopo la terza tappa ad Ancona e passati i Campionati Europei in Romania, la femminile si appresta ad affrontare la seconda parte, quella estiva, dell'anno competitivo.

Questo week-end, dal 10 al 11 giugno, si svolgerà infatti la Flanders International Team Challenge a Ghent, in Belgio. A questa competizione (solo femminile) parteciperà infatti anche la delegazione azzurra con una squadra senior e una junior.

Le ragazze junior convocate da Enrico Casella sono: Benedetta Ciamarrughi, Asia D'Amato, Matilde De Tullio, Elisa Iorio e Sidney Saturnino.

La squadra senior sarà composta, invece, da Desiree Carofiglio, Caterina Cereghetti, Giada Grisetti, Francesca Noemi Linari e vedrà il ritorno di Elisa Meneghini, per la prima volta in Nazionale dopo le Olimpiadi di Rio. Un periodo felice per la Meneghini, visto che il 12 giugno sarà chiamata a Roma per l'incorporazione nella squadra dell'Esercito con il grado di Caporale.

L'Italia dovrà quindi vedersela con le altre squadre presenti alla FIT Challenge. Oltre al Belgio, con la campionessa europea alle parallele Nina Derwael, vedremo la Francia, la Spagna e l'Olanda tra le partecipanti.

Sabato 10 le squadre junior e senior affronteranno le qualificazioni con i rispettivi team e per l'all around, ma solo le migliori 8 nazioni, con i punteggi combinati di junior e senior, accederanno alla finale di domenica. Domenica 11 le squadre saranno formate da un massimo di 10 ginnaste (junior e/o senior) con 4 ginnaste (2 junior e 2 senior) che saliranno all'attrezzo.

Nel caso una nazione sia presente con una sola squadra, sia junior o senior, questa ha la possibilità di gareggiare assieme ad un'altra nazione nella stessa situazione.

Una gara particolare quindi, che servirà ad Enrico Casella a testare le ginnaste e a vedere il loro livello prima dei collegiali estivi. Specialmente per quanto riguarda le senior, che ad ottobre saranno impegnate con i Mondiali di Montreal.

Fonte: Belgian Gymnastics

Come annunciato dalla stessa atleta sul suo account Instagram, è in vendita sul sito americano di Barbie la versione "Gabby Douglas" della bambola più famosa del mondo.

Barbie ha voluto omaggiare la tre volte campionessa olimpica con un modello della linea Pop Culture, che riprende in tutto e per tutto le fattezze della Douglas, completa di tuta Nike e body d'allenamento in tema americano. 

L'azienda spiega così la sua scelta:

"Quando Gabby Douglas aveva solo tre anni, sua sorella le mostrò come fare una ruota. La ragazzina che volteggiava in casa presto diventò la prima donna di colore a vincere un titolo individuale all-around nella ginnastica. La sua forza, la sua etica del lavoro e il suo credere in sé stessa la rendono uno straordinario modello per le ragazze. La bambola Barbie di Gabby Douglas celebra i traguardi di questa motivante atleta e si guadagna il suo ruolo onorario come Barbie "Shero" [she + hero, ndr], un'atleta donna che ispira le ragazze rompendo i confini ed espandendo le possibilità per le donne nel mondo."

Ma quella della Douglas non è la prima Barbie ginnasta: anche Carlotta Ferlito, in occasione dei Barbie Awards nel 2016 ricevette una bambola con le sue fattezze. Al contrario della ginnasta americana però, la sua non è purtroppo in vendita. 

 

 

Oggi a Cluj-Napoca si sono tenute le finali all around maschili e femminili dei Campionati Europei 2017. I vincitori sono stati l'ucraino Oleg Verniaiev e la britannica Elissa Downie.

Nel primo pomeriggio è la maschile a inaugurare il primo podio della rassegna. Come già accennato, a vincere è stato il campione olimpico alle parallele, nonché vice-campione olimpico proprio nel concorso generale, Oleg Verniaiev con 85.866 che bissa così il successo di Montpellier 2015. Dietro di lui il russo Artur Dalaloyan, classe '96, con 85.498. Al terzo posto James Hall che, con 82.982, dimostra ancora una volta che la Gran Bretagna sta facendo scuola in questo sport portando al quinto posto anche un giovanissimo Joe Fraser.

La scuola britannica si mette in mostra anche nella femminile. Elissa Downie, sorella minore di Rebecca, vince il suo primo titolo individuale continentale con 55.765 dopo il bronzo al volteggio nel 2015. Una gara un po' sofferta per la Downie, che ha dovuto vedersela bene con l'ungherese Zsofia Kovacs, poi arrivata seconda con 55.432. Al terzo posto la francese Melanie De Jesus Dos Santos con 55.065.

Questo podio femminile rientra un po' nella storia della ginnastica europea: la Downie è la prima britannica in assoluto a vincere un titolo all around; la Kovacs è la prima ungherese a salire sui gradini più alti da 27 anni, quando l'ultima fu la grandissima Henrietta Onodi nel 1990; la Dos Santos è la prima francese dopo 12 anni quando, nel 2005 a Debrecen, vinse Marine Debauve.

L'Italia invece, per queste finali, è riuscita a qualificare tre giovanissimi alla loro prima tappa importante da senior: Lorenzo Galli, Martina Maggio e Giada Grisetti.

Galli, il più giovane della competizione maschile insieme a Fraser, finisce 21esimo con 77.290. Il romano sporca un po' alle parallele e al cavallo con maniglie, pagando anche una caduta alla sbarra. Una gara tuttosommato da considerarsi buona, contando anche il fatto che Lorenzo ritorna da sei mesi di stop per recuperare un'operazione ai legamenti del polso. Ventunesimo posto anche per Giada Grisetti che paga una caduta al corpo libero e una alla trave ricevendo un 50.699.

È andata meglio a Martina Maggio, che con 53.199 finisce al sesto posto. Senza particolari errori, l'atleta della Robur et Virtus non si fa trovare impreparata dopo l'oro al volteggio a Berna 2015 da junior.


Classifica MAG top 8

1- Oleg Verniaiev (UKR)
2- Artur Dalaloyan (RUS)
3- James Hall (GBR)

4- Nikita Ignatyev (RUS)
5- Joe Fraser (GBR)
6- Artur Davtyan (ARM)
7- Lucas Dauser (GER)
8- Ferhat Arican (TUR)

21- Lorenzo Galli (ITA)

 

Classifica WAG top 8

1- Elissa Downie (GBR)
2- Zsofia Kovacs (HUN)
3- Melanie Dos Santos (FRA)

4- Elena Eremina (RUS)
5- Kim Bui (GER)
6- Martina Maggio (ITA)
7- Nina Derwael (BEL)
8- Filipa Martins (POR)

21- Giada Grisetti (ITA)

Con Giada Grisetti e Lara Mori in seconda suddivisione e Martina Maggio in terza, si conclude così la prima gara delle ragazze Azzurre impegnate agli Europei di Cluj-Napoca in Romania.

La Grisetti affronta la sua primissima gara continentale da italiana con delle imprecisioni alle parallele e un'uscita di pedana al corpo libero che le fanno prendere 13.433 e 12.366 rispettivamente. Tutto bene invece al volteggio (14.100) e alla trave (13.033). Al momento è nona nel concorso generale.

Per Mori un gran rientro sui quattro attrezzi, con un picco al corpo libero (13.533) che al momento la porta al quarto posto all'attrezzo. Bene anche negli altri tre attrezzi: 13.466 al volteggio, 13.000 alle parallele, 12.366 alla trave. Nella classifica all around è al momento undicesima e fuori dalla finale.

Martina Maggio affronta il suo secondo Europeo, il primo da senior dopo l'exploit di Berna 2016 dove vinse l'oro al volteggio junior. In rotazione con le sorelle britanniche Elissa e Rebecca Downie, la ginnasta di Villasanta è al momento sesto posto nel concorso generale. Con un 14.133 al volteggio, 13.566 alle parallele, 12.816 alla trave -complice qualche sbilanciamento di troppo- e 12.800 al corpo libero.

Ora si aspetta la fine dell'intera giornata per vedere definitivamente chi entrerà nelle finali all around di domani e in quelle ad attrezzi di sabato e domenica.

Sabato 22 aprile alle ore 11, la città di Mortara (Pavia) intitolerà i giardini di Piazza Italia ad Andrea Massucchi. Il comune mortarese ha voluto ancora una volta rendere omaggio alla giovane promessa della ginnastica italiana scomparsa improvvisamente circa vent'anni fa.

Era il 1996. Quell'anno Andrea dovette rinunciare al sogno delle Olimpiadi di Atlanta per un infortunio alla spalla. Qualche mese prima, però, il giovane ginnasta in forza a La Costanza di Mortara riuscì a farsi largo nel teatro ginnico grazie ad un argento al volteggio durante i Campionati Mondiali di San Juan (Portorico), gli ultimi mondiali a tenersi durante l'anno olimpico.

Andrea aveva da rincominciato ad allenarsi dopo l'infortunio, quando il 16 novembre 1997 morì in un fatale incidente stradale. Aveva solo 22 anni.

Dopo vent'anni il ricordo di Andrea è ancora vivo, grazie soprattutto alla sua società di appartenenza, La Costanza, e all'associazione che porta il suo nome.

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