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Venerdì, 23 Febbraio 2018

Dopo le vicissitudini relative al caso Nassar e le dimissioni del DTN Valeri Liukin, USAGym si è presa del tempo per riorganizzarsi e per questo motivo ha deciso di declinare l’invito per il Trofeo Città di Jesolo 2018. Ma la Gymnasium Treviso, società organizzatrice della manifestazione, non si è persa d’animo ed è riuscita a contattare alcune società amiche statunitensi in modo da poter portare in laguna alcune individualiste

Tanti i ritorni tra cui quello più atteso per Reagan Smith, Emma Malabuyo e Sidney Barros della Texas Dream di Kim Zmeskal e Chris Bourdette, che hanno ospitato il collegiale delle azzurre junior nel 2017, ma anche Elena Shchennikova (5280 Gymnastics), Adeline Kenlin (Iowa Gym Nest) e Olivia Dunne (Eastern National Academy). All’appello ci sono inoltre le matricole Grace McCallum e Tori Tatum della Twin City Twister Gymnastics di Sarah Jantzi (ex allenatrice di Maggie Nichols).

Le ginnaste americane non gareggeranno ufficialmente sotto la bandiera USA, ma con le rispettive società e in forma individuale. La gara internazionale a squadre non sarà però da meno. Per la sua undicesima edizione infatti, il Trofeo vedrà in campo ben nove squadre: Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Romania, Russia, Brasile  a cui si è aggiunta anche la Cina.

La competizione si svolgerà il 14 e il 15 aprile 2018: sabato 14 concorso a squadre/all around Junior (alla mattina) e Senior (pomeriggio); domenica 15 finali ad attrezzi Junior e Senior.

Dal 9 febbraio è possibile acquistare i biglietti on line qui ai seguenti prezzi:

- Tribuna 1° anello: un giorno € 30 ridotto (under 8) € 15; abbonamento 2 gg. € 40, ridotto (under 8) €20;

- Tribuna 2° anello: un giorno € 20, ridotto (under 8) € 10; abbonamento 2 gg. € 30, ridotto (under 8) €20;

- Tribuna 3° anello: un giorno € 10, prezzo unico; abbonamento 2 gg. € 20 prezzo unico.

L'acquisto dei tagliandi invece sarà possibile dopo il 1° marzo anche c/o la sede della SGA Gymnasium, in via Nobel 24, a Villorba. La Prevendita OnLine si chiuderà Giovedì 12 aprile alle ore 17,00 e seguirà l’apertura del Botteghino presso il Palazzo del Turismo, a Jesolo Lido, da sabato 14 aprile dalle ore 8,30 e domenica 15 aprile dalle ore 13,00.

Nel corso della puntata di oggi di Amici 17, andata in onda su Real Time alle 13.50, è stata ospite la Squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica con la DTN Emanuela Maccarani. Le farfalle, campionesse del mondo ai 5 cerchi nel 2017, si sono confrontate con i ragazzi della scuola, sia cantanti che ballerini, raccontando la loro esperienza da atlete nazionali, le similitudini e le differenze che ci sono tra chi sogna le Olimpiadi e chi sogna i grandi palchi.

Dopo Emanuela Maccarani, che ha introdotto le ragazze, è Alessia Maurelli, la capitana, a prendere la parola. Alessia racconta della loro routine quotidiana composta da allenamenti e scuola: “Non ci pesa questa cosa, perché vediamo questi sacrifici in chiave positiva. È un tramite per arrivare al nostro obbiettivo”. Una quotidianità non estranea ai ragazzi di Amici, che spendono nella scuola televisiva la maggior parte del loro tempo.

La Maurelli continua il racconto mostrando ai ragazzi la medaglia d’oro mondiale conquistata a Pesaro agli scorsi mondiali: " È stata una rivincita [dopo il sofferto quarto posto a Rio 2016, ndr] per noi così giovani: chi ha 16, 18 anni ed entra in […] una pedana importante, olimpica, e magari in quel momento non si rende conto della responsabilità che ha di tutta una nazione, di tutto un lavoro. I risultati poi arrivano. E se non arrivano bisogna continuare a crederci, a lottare. […]”.

La parola poi passa ai ragazzi di Amici, che chiedono com’è rappresentare il proprio paese e come reagiscono psicologicamente alle gare. “Le prime gare, quando ero più piccola, sentivo meno la responsabilità [di rappresentare l’Italia, ndr.] e vivevo più il momento. […] poi pian piano, crescendo, inizi a capirla.[…] Quando entriamo in pedana ci guardiamo negli occhi e sappiamo che abbiamo lavorato per quello e siamo pronte per quello. Risponde sempre la Maurelli.

Poi si vira sulla disciplina, argomento di cui i ragazzi di Amici non sono proprio ferrati, viste le recenti espulsioni di alcuni studenti per non aver rispettato il regolamento. “Ci vuole del tempo per abituarsi, però noi entriamo al centro tecnico e lasciamo da parte tutto per questi anni. Abbiamo un obbiettivo […] e quindi il resto, il divertimento, tutto quello che può essere controproducente per il nostro traguardo lo mettiamo un po’ da parte. […] I momenti che sto vivendo ora con la squadra, le emozioni che mi danno, […] sono forse anche più belli di quelli che la mia età potrebbe darmi.

La domanda che le ragazze della Nazionale fanno ai futuri professionisti di canto e ballo riguarda il giudizio del pubblico, diverso da quello di una giuria. “È preoccupante farsi vedere come sei realmente, non è solo cantare. Loro sanno come sei, che carattere hai, come reagisci alle situazione e sei giudicata anche su quello” risponde la cantante Nicole. “Devi essere te stesso, e farlo accettare è la parte più difficile. Anche perché noi, usciti di qui, lavoreremo con il pubblico e la giuria non ci sarà più” aggiunge Daniele, ballerino.

L’incontro tra le farfalle e i ragazzi di Amici si conclude con un’esibizione della squadra Nazionale, che potete vedere qui, mentre qui l’incontro integrale

Mentre in Michigan le vittime di Larry Nassar continuano a deporre le proprie struggenti testimonianze contro gli abusi perpetrati da Larry Nassar (qui per le parole di Aly Raisman), le azioni (o “non azioni”) di USA Gymnastics (USAG) iniziano ad avere delle conseguenze serie. Ecco le storie principali accadute negli ultimi giorni:

 

Cambio di direzione per la Federazione, ma non basta.

Con un tweet, nella giornata di lunedì, la federazione fa sapere che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione hanno deciso di dimettersiil presidente Paul Parilla, il vice presidente Jay Binder e il tesoriere BitsyKelley

Queste dimissioni sono state supportate dal Comitato Olimpico americano (USOC) con una dichiarazione:

“Da ottobre dello scorso anno abbiamo intavolato una discussione con il direttivo di USA Gymnastics con la raccomandazione principale […]di cambiare la cultura di USA Gymnastics. Questa discussione si è velocizzata durante le vacanze e oggi [lunedì 22 gennaio, ndr]ci sono state tre dimissioni da parte di membri del Consiglio di Amministrazione. È necessario un nuovo direttivo, poiché l’attuale si è concentratosul fatto che non è stato fatto niente di male. USA Gymnastics deve concentrarsi nel supportare le coraggiose vittime. La famiglia olimpica ha deluso queste atlete e dobbiamo continuare a fare ogni passo necessario ad assicurare che questo non accada mai più.”

AlyRaisman ha rilasciato a sua volta una risposta alle dichiarazioni dell’USOC, in cui ribadisce le colpe proprio del comitato olimpico nel non fare abbastanza e auspica ad un’investigazione privata:

La storia dell’Indy Star [il giornale che per primo ha dato voce alle vittime che accusavano Nassar, ndrè uscita il 4 agosto 2016, […] il giorno dopo USOC ha detto di non voler investigare (e ha persino elogiato USAG per il lavoro svolto nell’area degli abusi sessuali). 

[…] Lo scorso weekend USOC ha rilasciato una dichiarazione in cui,senza vergogna,si prendeva il merito per qualche dimissione [all’interno] di USAG (da notare: non licenziamenticome se avessero affrontato il problema, senza rendersi ancora conto di avere un ruolo in questo casino.ZERO responsabilità! È come se nessuna di noi fosse mai stata abusata!

[…]

La sospensione di John Geddert.

Un’altra testa “sospesa” è quella di John Geddert, allenatore famoso per aver portato al successo Jordyn Wieber (anche lei vittima di Nassar) nel 2011, ma colpevole di aver insabbiato gli abusi di Nassar, di cui era molto amico e che lavorava nella sua palestra. Geddert è anche accusato di aver usato nei confronti delle proprie ginnaste dei metodi di lavoro non proprio ortodossi, facendo leva sulla paura e sulle intimidazioni. L’allenatore della Twistars ha saputo della sua sospensione mentre si trovava in Florida ad una gara e non ha potuto accedere al campo gara. Con una mail alle famiglie delle atlete della Twistars ha fatto sapere che sta pensando di andare in pensione.

Gli sponsor abbandonano USAG.

Dopo che le grandi aziende come P&G, Kellog’s, Hershey’s e Under Armour hanno deciso di non rinnovare i contratti di sponsorizzazione, anche AT&T, la principale compagnia telefonica americana, ha deciso di chiudere con loro. L’azienda di telecomunicazioni ha fatto sapere che si impegnerà comunque ad aiutare i giovani atleti nel perseguimento del loro sogno e che torneranno da USAG non appena la federazione prenderà pienamente coscienza dei tragici fatti accaduti.

La storia di Mattie Larson.

Ma le accuse a USA Gymnastics non finiscono qui. Questa volta a parlare è stata Valorie Kondos-Field, l’allenatrice della squadra universitaria di ginnastica della UCLA, che riporta i metodi di mobbing perpetrati nel circuito Elite -il grado più alto per un/una ginnasta americana che permette di accedere alla squadra nazionale che andrà ai mondiali o alle Olimpiadi- ai danni delle atlete. Nel lungo post sul suo sito racconta di come nella sua carriera abbia visto cosa il “sistema Karolyi/USAG” può fare alle atlete, fisicamente e soprattutto mentalmente e che si ritirano nel campionato universitario per trovare un po’ di pace.

Miss Val prende ad esempio il caso di Mattie Larson, ginnasta promettente del quadriennio 2009-2012, membro della squadra americana ai Mondiali di Rotterdam del 2010 e tra le prime a denunciare Nassar:

[…] Dopo il suo esercizio al corpo libero ai Mondiali del 2010 e aver sbagliato l’ultima diagonale, [Mattie Larson] diventò letteralmente invisibile per chiunque all’interno della federazione. Quando guardate il video, si può vedere la sua compagna di squadra Rebecca Bross che non la degna di uno sguardo quando si incrociano sulle scalette che portano alla pedana del corpo libero. Da quel momento Mattie venne esclusa. Non voglio che pensiate che stia dando la colpa alla Bross, lei si è comportata solamente per come è stata addestrata.

Nessuno… e dico NESSUNO le ha rivolto la parola per tutto il tempo in cui sono stati a Rotterdam per i Campionati Mondiali e per le seguenti tre settimane al ritorno negli States. Non i suoi allenatori, non le sue compagne di squadra o Martha le ha detto: ‘Buongiorno’. Quando mi ha chiamato per dirmi che voleva lasciare l’Elite per il circuito universitario le ho chiesto: ‘Perché ora, così vicino alle Olimpiadi?’ e mi disse: ‘Perché sono diventata invisibile. Miss Val, qualche volta devo darmi i pizzicotti per essere sicura di essere ancora viva e non un fantasma.

Pensavo seriamente che se Mattie fosse arrivata alla UCLA sarebbe sbocciata nell’allegra performer che tutti conosciamo. Invece i suoi demoni continuavano ad alimentare la malattia, fino a che un giorno, durante il suo secondo anno, cadde a pezzi. Proprio fuori dalla porta della palestra stava letteralmente piangendo e urlando istericamente. ‘Miss Val, per favore, non farmi andare in quella palestra. Non ce la posso più fare’. Immaginate che tipo di abuso e trauma mentale dovesse avere per aver raggiunto quel punto.

Abbiamo immediatamente accompagnato Mattie all’assistenza psicologica per studenti e poco dopo decise di lasciare la ginnastica, per poi lasciare anche la scuola. Sono felice di raccontare che Mattie è tornata l’anno scorso per completare l’università e parlare al nostro banchetto di premiazione. Uno dei miei rimpianti è quello di non aver registrato il suo discorso dell’ultimo anno. Era uno dei discorsi più commoventi che ognuno di noi abbia mai sentito e comunque non c’era un grammo di autocommiserazione o di vittimismo. Mattie ha raccontato semplicemente la sua storia di abusi verbali ed emotivi subiti nella sua società, la AOGC, e da Martha Karolyi. Mattie infine ha rivelato gli abusi subiti dalle mani di Nassar.[…]

Shawn Johnson e Nastia Liukin scendono in campo.

In supporto alle vittime di Nassar anche due delle più famose ginnaste americane degli ultimi anni, Shawn Johnson, con un video  sul suo canale, e Nastia Liukin, campionessa olimpica 2008 e figlia dell’attuale DTN della nazionale americana Valeri Liukin, con un post sul suo sito e con la donazione da parte sua e della sua famiglia all’associazione Joyful Heart Foundation, che aiuta le vittime di abusi. Proprio la Liukin era stata accusata l’anno scorso di non aver dimostrato molta empatia con le vittime di Nassar, dopo che le era stata rivolta una domanda a riguardo durante i campionati nazionali. 

 

“Recentemente tre mie amiche e compagne di squadra nazionale, medaglie olimpiche nel 2012, si sono fatte coraggiosamente avanti nel dichiarare di essere state violentate dal medico della USA Gymnastics, il dott. Larry Nassar. Oggi mi unisco anche io a loro.”

Inizia così la dichiarazione pubblica di Margaret “Maggie” Nichols, 20 anni, vincitrice di un oro e un bronzo ai Mondiali 2015 e ora ginnasta di punta della Oklahoma University.

Identificata nei documenti legali come “Athlete A”, la Nichols è stata la prima a denunciare il medico americano (ve ne abbiamo parlato qui) ma finora non si era mai espressa pubblicamente.

La sua denuncia risale a, quando aveva 15 anni, all’ultimo anno da junior. Come racconta lei stessa, i fatti avvengono al Ranch Karolyi, durante gli allenamenti nazionali. All’epoca Maggie soffriva di forti dolori alla schiena che dovevano essere curati dal medico:

“La schiena mi faceva veramente male, non riuscivo neanche a chinarmi. Mi ricordo che mi portò nella training room, chiuse la porta e le tende. All’epoca credevo che fosse un po’ strano ma poi ho pensato che fosse giusto. Ho pensato che non volesse distrarre le altre ragazze e mi sono fidata.”    

I “metodi di trattamento” riservati a Maggie trovano riscontro nelle modalità già descritte dalle altre ragazze, ma non solo. Nassar, infatti, contattava la ragazza su Facebook complimentandosi per il suo aspetto: “Non solo Larry Nassar era il mio medico, pensavo che fosse anche mio amico. […]Avevo solo 15 anni e a quel tempo pensavo volesse essere carino. Come ho recentemente imparato, quello faceva parte del processo di adescamento.”

Un giorno Sarah Jantzi, l’allenatrice di Maggie, sente la ragazza parlare dei “trattamenti” di Nassar con un’altra compagna e intuisce che c’è qualcosa di sbagliato. La donna decide così di riferire gli abusi allo staff di USA Gymnastics che, come già sappiamo, non fece assolutamente niente per mettere in sicurezza le ragazze, così come il comitato olimpico americano e la Michigan State University, l’università dove Nassar praticava e che non aveva avvertito la federazione americana della denuncia, risalente al 2014, per abusi perpetrati dal medico.

Larry Nassar è stato condannato a 60 anni di reclusione per l’abuso di sette ragazzine, mentre il 12 gennaio prossimo ci sarà il verdetto per gli abusi sulle atlete vittime, che sono quasi 150.

Maggie Nichols ha preso il coraggio per uscire pubblicamente dopo le dichiarazioni delle sue ex compagne di squadra Aly Raisman, Mckayla Maroney e Gabrielle Douglas: “Mi sono resa conto che la mia voce può influenzare il modo in cui i nostri atleti americani vengono trattati”.

Come ogni anno post-olimpico, il 2017 può essere considerato una sorta di anno di passaggio per la ginnastica artistica. Certo, ci sono state competizioni importanti come gli Europei in Romania o i Mondiali a Montreal, ma la strada per Tokyo 2020 inizia effettivamente nel 2018.

Quest’anno sapremo le prime squadre qualificate alle prossime Olimpiadi grazie ai podi dei mondiali di Doha (ottobre), ma non solo: tanti sono i ritorni, come quelli più attesi di Simone Biles e di Aliya Mustafina, come anche le nuove promesse dell’annata 2002 per la femminile (Martina Basile, Sidney Saturnino, Sofia Arosio e Maria Vittoria Cocciolo per l’Italia) e 2000 per la maschile.

I campionati europei cambiano periodo: non più in primavera ma in piena estate. Sarà Glasgow ad ospitare ancora una volta una rassegna così importante che non riguarderà solo la ginnastica ma anche nuoto, ciclismo, golf e canoa. Dopo il successo enorme dei Mondiali 2015 la città scozzese è pronta a diventare Capitale Europea dello Sport.

Lo spostamento dei campionati europei fa sì che anche gli appuntamenti italiani vengano distribuiti nella prima parte dell’anno. La Serie A (A1, A2 e B) inizierà a marzo ad Arezzo e finirà a Torino a giugno, con una tappa intermedia (maggio) al Forum di Assago, organizzata dalla Ginnastica Meda.  Anche il Trofeo Città di Jesolo subirà uno slittamento alla seconda settimana di aprile, mentre gli Assoluti si terranno a Riccione a luglio.

Questo sarà l’anno dei giochi multisportivi. Oltre ai già citati Europei di Glasgow, la ginnastica sarà protagonista anche dei Giochi del Mediterraneo a Tarragona, Spagna (che vedrà impegnata anche l’Italia), i Giochi del Commonwealth a Gold Coast, Australia (a cui partecipano gli stati dell’ex Impero Britannico) e gli Asian Games.

Se i senior saranno impegnati ad ottobre con i Mondiali di Doha, primissima volta per uno stato mediorientale (dopo aver ospitato una tappa di CdM), i junior dovranno vedersela qualche settimana prima con i Giochi Olimpici Giovanili a Buenos Aires (Argentina).

Le coppe del mondo sono divise in tre categorie: CdM di Specialità, che permetterà la qualifica di ginnasti specialisti ai singoli attrezzi alle prossime Olimpiadi; CdM individuale, che vede i ginnasti partecipare all’All Around qualificati a seconda delle posizioni ottenute dalle nazioni agli scorsi mondiali; CdM World Challenge Cup, gare di specialità che però non porteranno ad una qualificazione olimpica.

Di seguito il calendario completo.

 

Febbraio

22-25 CdM di Specialità – Melbourne (AUS). Questa è la seconda tappa, poiché la prima del circuito si è svolta a Cottbus (GER) a novembre 2017.

 

Marzo

2-3 Serie A – Arezzo (ITA). Prima tappa di Serie A italiana.

3 CdM Individuale – Chicago (US). Prima Tappa, detta anche American Cup. Parteciperanno la campionessa mondiale Morgan Hurd e Yul Moldauer, bronzo a Montreal 2017.

17 CdM Individuale – Stoccarda (GER). Seconda tappa. Tra il 16 e il 18 si terrà anche una gara a squadre tra nazioni.

15-18 CdM Specialità – Baku (AZE). Terza tappa.

21-22 CdM Individuale – Birmingham (UK). Terza tappa.

21-24 CdM Specialità – Doha (Qatar). Quarta tappa. Sarà il banco di prova per i mondiali che si terranno sette mesi più tardi.

 

Aprile

5-13 Commonwealth Games – Gold Coast (AUS)

14 CdM Individuale – Tokyo (JAP). Quarta e ultima tappa.

14-15 Trofeo Internazionale Città di Jesolo – Jesolo (ITA). Sono già confermate: USA, Italia, Russia, Romania, Germania, Gran Bretagna, Canada e Francia.

 

Maggio

4-5 Serie A – Assago (ITA). Dopo la tappa del 2015, Ginnastica Meda riporta la ginnastica italiana al Mediolanum Forum di Assago.

24-27 CdM WCC – Osijek (CRO). Prima tappa.

31-3 giugno CdM WCC – Koper (SLO). Seconda tappa.

 

Giugno

8-9 Serie A – Torino (ITA). Terza e ultima tappa. Chi saranno le squadre che conquisteranno i titoli italiani e chi retrocederà?

14-17 CdM WCC – Guimaraes (POR). Terza tappa.

22-1 luglio Giochi del Mediterraneo -  Tarragona (SPA). Uno degli appuntamenti a cui l’Italia non è mai mancata. I Giochi dovevano tenersi nel 2017 ma per motivi organizzativi sono slittati a quest’anno.

 

Luglio

6-8 Campionati Assoluti – Riccione (ITA). Tutte le ginnaste e i ginnasti italiani più forti si sfideranno per i titoli assoluti e per un posto agli imminenti Europei di Glasgow.

6-8 CdM WCC – Mersin (TUR). Quarta tappa nella città dei Giochi del Mediterraneo 2013.

 

Agosto

2-12 Campionati Europei – Glasgow (UK).

18-2 settembre Asian Games – Jakarta (RI).

 

Settembre

21-23 CdM WCC – Szombathely (HUN). Quinta tappa.

27-30 CdM WCC – Parigi (FRA). Sesta e ultima tappa.

 

Ottobre

6-18 Youth Olympic Games – Buenos Aires (ARG).Dopo Rio 2016 le Olimpiadi tornano in Sud America con la versione per junior.

25-3 novembre Campionati Mondiali 2018 – Doha (QAT). Il Qatar vuole diventare il centro mondiale dello sport e la ginnastica ne sarà protagonista. L’Aspire Dome accoglierà i ginnasti migliori del mondo che non avranno sicuramente problemi di spazio, essendo l’arena indoor più grande del mondo.

 

Novembre

22-25 CdM Specialità – Cottbus (GER). Prima tappa. Ricomincia da qui il circuito che vedrà alla fine del 2019 qualificare i migliori ginnasti agli attrezzi per Tokyo 2020. 

Quella di ieri sera è stata una finale all around un po' smorzata, ma che ha riservato comunque delle belle sorprese. Pochi istanti prima, la favorita alla vittoria Ragan Smith è uscita dal campo gara in stampelle, per un infortunio alla caviglia mentre provava il volteggio.

Un po' inaspettatamente, a vincere è stata l'altra ginnasta americana, Morgan Hurd. La sedicenne, di origine cinese ma adottata negli USA, era considerata l'"Underdog" alla vigilia, piazzatasi sesta in qualificazione. Nella finale del concorso generale di questa notte, invece, è riuscita a stare al passo della ben più quotata Elsabeth Black, padrona di casa, nonché finita seconda per un solo decimo.

Un testa a testa, una sorta di derby nordamericano, che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori da casa, ma soprattutto quelli presenti. Alla fine, per la Black il risultato non è stato per niente una delusione: a lei, infatti, il miglior risultato mai ottenuto da una ginnasta canadese. La Hurd, invece, ha spiazziato tutte le aspettative, comprese le proprie: "Solo il fatto di gareggiare qui mi sembrava incredibile, vincere è la più surreale delle sensazioni!"

Al terzo posto è finita la neosenior russa Elena Eremina, mentre una caduta alla trave trascina la giapponese Mai Murakami, prima in qualifica, al quarto posto. Proprio la trave è stato l'attrezzo più ostico per tutte le ginnaste in gara: tra cadute, sbilanciamenti ed esecuzioni non del tutto pulite, i punteggi non hanno superato la soglia del 13.000. Fatta eccezione solo per Eremina (13.133) e la tedesca Tabea Alt (13.300).

Bellissima gara per l'unica italiana in gara oggi, Lara Mori, che dal diciannovesimo posto di qualifica ne scala sette e si piazza dodicesima. Per Lara una gara senza cadute, nemmeno alla trave che giovedì l'aveva fatta impensierire. Unica pecca, il mancato riconoscimento dell'ultima diagonale al corpo libero che la fa partire da 5.4 anziché da 5.6. Un bel riscatto per la ginnasta di Montevarchi, che ripaga la delusione della mancata convocazione di Rio. Per lei, però, la trasferta canadese non è ancora finita e domenica salirà di nuovo sulla pedana del corpo libero insieme a Vanessa Ferrari, per la finale ad attrezzo.

Quello di Ragan Smith non è che l'ultimo infortunio di questi sfortunati mondiali. Anche Amy Tinkler (Gran Bretagna) ha dovuto riununciare alla finale all around poco prima della Smith; Larisa Iordache si è rotta il tendine d'Achille durante il riscaldamento delle qualifiche e rischia di saltare addirittura la stagione 2018; un'altra grande favorita di questi Campionati era la brasiliana Rebeca Andrade, che ha dovuto rinunciare ad un passo dal podium training. Da parte maschile non dimentichiamo il record spezzato da Kohei Uchimura, che dopo un volteggio finito male si è lesionato la caviglia. Per lui solo due settimane di riposo, ma che non gli ha permesso di vincere il suo settimo (nono se si contano le Olimpiadi del 2012 e 2016) titolo all around consecutivo.

Come annunciato nel precedente articolo, nella cornice del PalaEvangelisti di Perugia si sono svolti i campionati Assoluti di ginnastica artistica e trampolino elastico, ad un mese dai Campionati Mondiali 2017.

Sabato 2 settembre è stata la volta dei concorsi generali, che hanno visto trionfare i giovanissimi Elisa Iorio, per la femminile, e Lorenzo Galli, per la maschile. Il podio femminile è stato completato dalle gemelle D'Amato: Asia, seconda, e Alice, terza. Il podio maschile è chiuso da Marco Sarrugerio, secondo, e Matteo Levantesi, terzo.

Rientro rallentato per le reduci di Rio: Erika Fasana si presenta solo a parallele -con un quarto posto nella finale di domenica- dopo le operazioni alle tibie e al gomito; Carlotta Ferlito rimane fuori dalla finale alla trave, complici due cadute, ma in finale al corpo libero è settima; anche Elisa Meneghini paga due cadute a trave e parallele.

Domenica 3 è stato il turno delle finali di specialità, dove anche qui le giovani hanno spodestato le senior tranne Lara Mori, che vince l'oro al corpo libero e Sara Berardinelli, che vince alla trave.

Per la maschile, ottimo rientro per Nicola Bartolini che si porta a casa il primo posto al corpo libero, mentre il veterano per eccellenza Alberto Busnari deve cedere il titolo iridato al suo amato cavallo con maniglie a Stefano Patron, giungendo però al terzo posto. Ottima prestazione di Marco Lodadio agli anelli, vincitore con un punteggio di partenza di 6.3 e un totale di 15.000. Il più medagliato della rassegna è Marco Sarrugerio, che aggiunge all'argento nell'all around anche un oro al volteggio e un argento alle parallele pari.

Il Progetto del settore femminile Road to Tokyo 2020, quindi, continua a dare i suoi frutti nella missione preparatoria delle leve azzurre per le prossime Olimpiadi nipponiche. Questa scelta lungimirante lascia però scoperti i posti per l'imminente mondiale canadese, dato che la prima ginnasta senior a comparire in classifica è Sara Berardinelli, quinta con 52.650. Secondo il DTN Enrico Casella, però, non sarà lei la sicurezza per Montreal: "[...]Oggi ho visto bene Lara Mori con le sue nuove difficoltà alle parallele e il doppio teso al corpo libero. Dietro di lei il resto è abbastanza opaco, nessuna ha soddisfatto le aspettative: non è che non valgono, ma non sono pronte."

La fortuna è che quello di Montreal sia un Campionato Mondiale individuale a sé, non valido in quanto a qualificazione olimpica. 

 

TUTTI I PODI

Sabato 2 settembre

All Around GAF

  1.   Elisa Iorio 54.400
  2.             Asia D’Amato 54.350
  3.             Alice D’Amato 53.900

All Around GAM

  1.            Lorenzo Galli 78.850
  2.            Marco Sarrugerio 78.600
  3.          Matteo Levantesi 78.350

Trampolino Elastico

Femminile

  1. Costanza Michelini 86.875
  2. Isabella Murgo 82.570
  3. Erika Monica 70.915

Maschile

  1. Stefano Luciani 92.455
  2. Jordi Valle 92.005
  3. Samuele Patisso Colonna 90.730    

 

Domenica 3 settembre

Volteggio GAF

  1. Asia D’Amato 14.325
  2. Desiree Carofiglio 13.650
  3. Arianna Rocca 13.625

Parallele asimmetriche

  1. Giorgia Villa 14.000
  2. Elisa Iorio 13.900
  3. Asia D’Amato 13.850

Trave

  1. Sara Berardinelli 13.300
  2. Martina Basile 13.250
  3. Alice D’Amato 12.600

Corpo Libero GAF

  1. 1.Lara Mori 13.200
  2. 2.Asia D’Amato 13.100
  3. 2.Martina Basile 13.100

 

Corpo Libero GAM

  1. Nicola Bartolini 14.100
  2. Nico Mozzato 13.600
  3.   Lorenzo Pisano 13.400

Cavallo con maniglie

  1. Stefano Patron 13.150
  2. Davide Odomaro 12.800
  3. Alberto Busnari 12.350

Anelli

  1. Marco Lodadio 15.000
  2. Salvatore Maresca 14.050
  3. Paolo Ottavi 13.750

Volteggio GAM

  1. Marco Sarrugerio 13.450
  2. Umberto Zurlini 13.425
  3. Davide Sborchia 13.425

Parallele pari

  1. Matteo Levantesi 14.200
  2. Marco Sarrugerio 13.850
  3. Carlo Macchini 13.250

Sbarra

  1. Ludovico Edalli 13.600
  2. Paolo M.Negro 12.850
  3. Lay Giannini 12.800

Si è conclusa a Ghent la prima parte delle qualificazioni della FIT Challenge, quella relativa alle junior. Il team italiano delle giovani formato da Benedetta Ciamarrughi, Asia D'Amato, Matilde De Tullio, Elisa Iorio e Sydney Saturnino si prende il primo gradino del podio di squadra.  

 

TEAM

1- Italia 209.961

2- Francia 203.462

3- Belgio 199.096

 

Fonte: Gymfed su Twitter

 

 

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